Privacy e obblighi del tracciamento delle email
In breve
Solo per le email che tracci, Mailamber conserva oggetto, destinatari (mai quelli in Ccn) e orari di aperture e click, con uno pseudonimo dell’IP: mai l’IP in chiaro, il browser o la posizione del destinatario. Chi invia resta responsabile di usarlo in modo lecito: dove le norme lo richiedono, informa i destinatari.
Il tracciamento delle email è facoltativo, spento di default e progettato per raccogliere il minimo indispensabile. Questa pagina spiega cosa succede ai dati e cosa valutare prima di usarlo.
Quali dati raccoglie Mailamber?#
Solo per le email che scegli di tracciare, i server di Mailamber conservano:
- l’identificativo del messaggio, la casella da cui parte, l’oggetto e gli indirizzi dei destinatari in A e Cc (mai quelli in Ccn): servono a mostrarti le stesse spunte sul PC e sul telefono;
- per ogni apertura o click: data e ora, il link cliccato con Tracking Pro, un tipo generico di programma (per esempio «proxy di Gmail» o «browser») e se l’evento è stato contato oppure escluso perché arrivato da un bot o da uno scanner di sicurezza, da un’apertura automatica di Apple Mail, da te stesso o da un doppione;
- uno pseudonimo dell’indirizzo IP di chi apre o clicca, calcolato con una chiave segreta che resta sul server: serve solo a riconoscere doppioni, scanner e le tue stesse visualizzazioni.
Non registriamo l’indirizzo IP in chiaro, il browser (user-agent), la posizione o altri dati del dispositivo del destinatario. Le aperture e i click che arrivano dalla rete da cui hai usato Mailamber nelle ultime 24 ore sono considerati tuoi e non vengono contati: per riconoscerli conserviamo per 7 giorni lo pseudonimo degli IP da cui usi le app. I dati del tracciamento vengono cancellati dopo 12 mesi, o subito se elimini l’account. Il corpo e gli allegati dell’email non passano mai dai nostri server: il pixel e i link vengono aggiunti dall’app sul tuo dispositivo, al momento dell’invio.
Dalla versione 1.4.0 per Android, le notifiche di prima apertura e primo click arrivano sul telefono anche ad app chiusa tramite Google Firebase Cloud Messaging: il testo della notifica contiene l’oggetto dell’email, il primo destinatario e, per i click, il dominio del link.
Chi è responsabile dell’uso del tracciamento?#
Chi invia l’email. Mailamber fornisce lo strumento e tratta i dati del tracciamento per tuo conto; decidere se e quando tracciare un messaggio, e informare i destinatari dove serve, spetta a te. Le regole di dettaglio sono nell’informativa privacy.
Devo informare i destinatari?#
Dipende dal contesto e dal paese. Nell’Unione Europea la direttiva ePrivacy e il GDPR tutelano anche le informazioni lette dal dispositivo del destinatario, e diverse autorità per la protezione dei dati considerano i pixel di tracciamento al pari dei cookie, soprattutto nelle comunicazioni di marketing, dove può servire il consenso. Per la corrispondenza professionale uno a uno il quadro è meno netto, ma la trasparenza è sempre la scelta più sicura.
In pratica:
- non tracciare comunicazioni delicate (salute, lavoro, questioni legali) o rivolte a privati che non se lo aspettano;
- per newsletter e campagne usa uno strumento con gestione dei consensi, non il tracciamento personale;
- informa i destinatari, per esempio con una riga nella firma o nell’informativa della tua attività.
Cosa vedono i destinatari?#
Un’email normale. Il pixel è un’immagine trasparente di un punto e i link tracciati portano alla pagina originale dopo un passaggio istantaneo. Sul piano Free le email tracciate includono in fondo la riga «Inviata con Mailamber». Chi blocca le immagini remote — come fa Mailamber stesso, di default, sulla posta che ricevi — non viene tracciato.